"Le mie tele sono muri dove il tempo si ferma e il sogno prende forma: un caos calcolato tra memoria pop e IRONIA urbanA."
"My canvases are walls where time stands still and dreams take shape: a calculated chaos between pop memory and urban iRONY."
Tra Segno, Icona e Stratificazione Urbana
Nato ad Abano Terme nel 1973, Alberto Meneghetti in arte “ATO”, modella la sua sensibilità estetica attraverso un percorso che fonde il rigore del design milanese con l’energia visiva delle grandi metropoli mondiali. Dopo il diploma come maestro d’arte applicata all'I.S.A. Selvatico di Padova, si laurea in Design e Comunicazione presso lo IED di Milano, iniziando la sua carriera nei principali studi di comunicazione della città.
L'Odissea Americana: Dallo Spazio alla Compressione
La vera svolta stilistica avviene con il trasferimento negli Stati Uniti, un’esperienza che segna profondamente la sua percezione dell’immagine:
Los Angeles: Nel ruolo di co-art director, l’artista si immerge nella cultura della West Coast, dove il cinema, la moda e la fotografia definiscono un’estetica dominata da orizzonti vasti e spazi infiniti. È qui che matura la capacità di gestire l'icona e il potere comunicativo del frame cinematografico.
New York: Il passaggio alla East Coast genera un paradosso visivo. Tra le strade di Chelsea e Soho, la vastità californiana cede il passo alla verticalità e alla compressione. Rimane folgorato dai muri cittadini: una stratificazione incessante di affissioni, graffiti, tags e stickers sovrapposti che diventano la sua principale fonte di ispirazione. Questa visione globale si consolida definitivamente attraverso i viaggi a Tokyo, Londra, Parigi e Hong Kong, dove l’artista assorbe l’immediatezza della cultura contemporanea, in cui ogni segno è simultaneamente attingibile e denso di significato.
Il Dialogo tra Moda e Arte Visiva
Rientrato in Italia, trasferisce questo bagaglio internazionale nel settore del fashion, collaborando come grafico creativo e fashion designer per brand iconici come Moschino, Moncler, Replay, Sisley e United Colors of Benetton, attività che tuttora esercita e che alimenta costantemente il suo occhio critico sulla cultura popolare.
La Poetica: Un Caos Calcolato
Nella sua produzione pittorica, la tela diventa uno spazio di ricerca incessante. Utilizzando colori acrilici, spray, transfer fotografici e serigrafia, l'artista realizza collage pittorici dallo stile Urban-Pop, caratterizzati da un impatto deciso e un equilibrio formale rigoroso. Le sue opere sono narrazioni visive "maniacali", dove l’osservatore è invitato a perdersi in un caos calcolato. Accanto a figure iconiche della memoria collettiva: da Marilyn Monroe a Elvis, da Mickey Mouse a Chanel n.5, l'artista inserisce un vocabolario personale fatto di simboli e illustrazioni di propria invenzione. Questi elementi inediti si insinuano tra le pennellate, le trasparenze e le macchie d'inchiostro, creando un dialogo tra ciò che è universalmente riconosciuto e ciò che è intimamente creato. In questo contesto, anche il lettering perde la sua funzione semantica per farsi puro segno grafico, forma e riempimento. Il risultato è una fusione irrazionale di elementi, simile alla struttura di un sogno, dove l'ironia e lo spirito di riflessione spingono chi guarda a scovare dettagli nascosti e a creare la propria, personale associazione di idee.
Il mio lavoro è in continua evoluzione, proprio come le città che lo ispirano...
Se sei interessato a un'opera originale, a una commissione su misura o a una collaborazione creativa, sarò felice di parlarne con te.
Between Sign, Icon, and Urban Layering
Born in Abano Terme in 1973, [Your Name] shaped his aesthetic through a journey that blends the rigor of Milanese design with the visual energy of the world’s great metropolises. After graduating as a Master of Applied Arts from I.S.A. Selvatico in Padua, he earned a degree in Design and Communication from IED (European Institute of Design) in Milan, launching his career in the city's leading communication studios.
The American Odyssey: From Space to Compression
A decisive stylistic turning point came with his move to the United States, an experience that profoundly redefined his perception of the image:
Los Angeles: Working as a co-art director, the artist immersed himself in West Coast culture, where cinema, fashion, and photography define an aesthetic dominated by vast horizons and infinite spaces. It was here that he mastered the power of the icon and the communicative strength of the cinematic frame.
New York: Moving to the East Coast created a visual paradox. In the streets of Chelsea and Soho, Californian vastness gave way to verticality and compression. He was struck by the city's walls: an incessant layering of posters, graffiti, tags, and stickers that became his primary source of inspiration.
This global vision was further consolidated through travels to Tokyo, London, and Hong Kong, where the artist absorbed the immediacy of contemporary culture a world where every sign is simultaneously accessible and dense with meaning.
The Dialogue Between Fashion and Visual Arts
Upon returning to Italy, he channeled this international background into the fashion industry, collaborating as a creative graphic and fashion designer for iconic brands such as Moschino, Moncler, Replay, Sisley, and United colors of Benetton. This ongoing professional practice continues to inform and sharpen his critical eye on popular culture.
The Poetics: A Calculated Chaos
In his pictorial production, the canvas becomes a space for relentless research. Using acrylics, spray paint, photographic transfers, and screen printing, the artist creates Urban-Pop collages characterized by a bold impact and rigorous formal balance. His works are "maniacal" visual narratives where the observer is invited to get lost in a calculated chaos. Alongside iconic figures of collective memory—from Marilyn Monroe and Elvis to Mickey Mouse and Chanel No. 5, the artist weaves a personal vocabulary of original symbols and illustrations. These unique elements slip between brushstrokes and ink transparencies, creating a dialogue between the universally recognized and the intimately created. In this context, lettering also sheds its semantic function to become pure graphic sign, form, and texture. The result is an irrational fusion of elements, akin to the structure of a dream, where irony and reflection prompt the viewer to uncover hidden details and forge their own personal associations.
My work is constantly evolving, much like the cities that inspire it.
Whether you are interested in an original piece, a custom commission, or a creative collaboration, I would love to hear from you.